Arriva Nemesys, software gratuito per misurare la velocità di connessione

E’ in arrivo un nuovo software, completamente gratuito, grazie al quale ogni navigatore potrà comodamente misurare la velocità della propria connessione; un’interessante opportunità per chi naviga sul web, grazie a cui sarà possibile verificare che la connessione corrisponda effettivamente a quanto indicato dal gestore e di conseguenza anche orientarsi meglio tra le diverse offerte presenti sul mercato; tutti i gestori avranno infatti l’obbligo di indicare il valore di velocità minima di trasmissione dalla rete verso l’utente, oltre al valore indicativo della velocità massima.

Il lancio di questa innovazione è ad opera di AGCOM, Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che ha recentemente avviato, di concerto con la Fondazione Ugo Bordoni (FUB), il progetto “Misura Internet”, nato appunto con l’intento di garantire ai consumatori questa nuova forma di tutela.

Il software si chiamerà Nemesys, e potrà essere scaricato sul pc a partire dal mese di ottobre; il sito web da cui effettuare il download è ancora in fase di realizzazione, tuttavia si conosce già il nome del dominio: www.misurainternet.it

Non sarà certo difficile, comunque, trovare sul web il logo di Nemesys con relativo link per l’effettuazione del download; l’ Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha infatti annnunciato che Nemesys sarà scaricabile anche dai siti web ufficiali delle associazioni per i consumatori, così come dai siti della FUB, dell’Iscom, ovvero l’organo tecnico-scientifico interno al Ministero dello Sviluppo Economico, ed ovviamente della stessa AGCOM.

Grazie al progetto “Misura Internet” di AGCOM, dunque, i consumatori potrannno godere di maggiori tutele per quanto riguarda la fruizione del servizio di connessione in rete; quando il nuovo software sarà diffuso in maniera capillare tra i navigatori (vista l’utilità dello strumento, unitamente al fatto che è gratuito e comodamente scaricabile, c’è da immaginare che non tarderà ad esserlo), le connessioni dovranno necessariamente rientrare tra i valori minimi e massimi indicati nel contratto con il cliente, il quale potrà effettuare una verifica in qualsiasi momento direttamente sul proprio pc. Uno strumento veramente innovativo, che non può che migliorare la qualità della  connessione al web.

 
Sei in cerca di lavoro? Cura la tua web reputation!

Una ricerca curata dall’agenzia per il lavoro Adecco ha fatto emergere dei dati molto interessanti relativi al legame tra ricerca di lavoro e reputazione del candidato all’interno della rete. Internet è certamente uno dei mezzi più efficaci, comodi ed economici per la ricerca di un impiego, tuttavia anche laddove la persona cerchi lavoro attraverso canali differenti dal web (agenzie per il lavoro, annunci su quotidiani, passaparola, ecc.) la reputazione sul web ha comunque un ruolo di primissimo piano nel processo di selezione.

L’indagine di Adecco, condotta su un campione di 100 imprese italiane e 400 persone tra candidati e lavoratori, ha fatto anzitutto emergere che l’83% degli intervistati, dunque sia lavoratori, aspiranti lavoratori che human resource manager, monitora abitualmente la propria reputation sul web, utilizzando i motori di ricerca ed i social network. Il social network più utilizzato è Facebook, sia per quanto riguarda i manager che i lavoratori, seguito da Linkedin; molto distanziati Xing, FriendFeed e MySpace.Veniamo al dato più interessante: i selezionatori del personale intervistati, per quanto abbiano dichiarato di non aver mai scartato a priori un candidato a seguito di una ricerca sul web se non in rare circostanze (è avvenuto appena nell’8% dei casi), hanno dichiarato di digitare comunque il nome della persona nei motori di ricerca o nei social network per approfondimenti o verifiche (il 36% degli intervistati ha dato questa risposta).

I gestori delle risorse umane si rivolgono al web principalmente per effettuare dei controlli incrociati sui curricula (nel 51% dei casi), per verificare referenze e contatti professionali (48%), per verificare eventuali capacità o attitudini attraverso la partecipazione a community specifiche (47%) ed anche per recuperare informazioni private sugli aspiranti lavoratori (40%).Sul campione di 400 intervistati tra candidati e lavoratori, il 55% dichiara di essere ben consapevole dell’importanza della reputazione online ai fini dello screening, tuttavia i selezionatori del personale, i quali hanno giornalmente a che fare non solo con dei curricula, ma anche con delle web reputation, dichiarano che spesso i candidati si muovono sul web senza pensare a possibili conseguenze sulla loro vita lavorativa (il 38% degli intervistati ha risposto in questo modo).

Non c’è che dire, la web reputation è un aspetto fondamentale non solo per le aziende ed i professionisti, ma per qualsiasi persona, che abbia già un impiego o che sia in cerca di occupazione.

 
Annunciata la chiusura di “Wave”; Google non riesce a imporsi nel settore Social Network

Sono passati solo pochi mesi dal lancio di Google Wave, un ambizioso progetto del più popolare dei motori di ricerca che aveva come principale obiettivo quello di riunire in un’unica pagina web tutte le principali attività che si possono svolgere il internet; tuttavia Google ha già deciso di ritirare questa sua nuova idea per carenza di utenti. La notizia è stata annunciata in maniera ufficiale sul blog di Google, in cui in vicepresidente Urs Holzle ha ammesso lo scarso utilizzo, nel mondo, di questa innovazione, nonostante non siano certo mancati gli utenti appassionati.


Google Wave, che ad oggi è comunque stato provato da molti navigatori, offriva agli utenti diverse possibilità: la chat e le mail tradizionali arricchite da nuove funzioni, una serie di nuove opzioni per la condivisione di immagini, documenti, mappe e molto altro ancora, numerose funzioni di social networking quale l’invio di messaggi, la creazione di gruppi di utenti, la ricerca di “amici”, ed ancora tante altre applicazioni quali Google Maps, Gmail, Google Docs e Google Calendar.


Uno dei principali vantaggi garantiti da Google Wave era senza dubbio la sua flessibilità: ogni operazione compiuta in rete, che si tratti di condivisione di documenti, di una conversazione in tempo reale o altro ancora, poteva essere agevolmente recuperata grazie alla cronologia, appunto, delle azioni compiute nella pagina di Wave.


Google manterrà comunque attivo il sito fino al termine del 2010 per l’eventualità di trasferire su altri progetti le innovazioni apportate; alcune indiscrezioni parlano di un possibile spostamento di alcune funzioni di Wave su Buzz, il sistema di condivisione di contenuti di Google abbinato a Gmail che ad oggi, come Wave, non può vantare un particolare successo.


L’intento di Google, neppure troppo celato, era quello di far concorrenza al colosso Facebook con uno strumento innovativo, flessibile e ricco di nuove opportunità; tuttavia il motore di ricerca sembra proprio non riuscire a decollare per quanto riguarda il settore Social Network; è questo l’unico ambito in cui Google non recita un ruolo di indiscusso protagonista.

 
Brand Reputation: crescono i servizi di Legal Information Technology

La Brand Reputation, ovvero la reputazione costruita e mantenuta all’interno della rete internet, è un aspetto fondamentale per l’azienda e per il singolo professionista, tanto dal punto di vista del business che dell’immagine, e la sua importanza è ormai sempre più interiorizzata.

Le azioni di marketing e di visibilità in rete giocano un ruolo certamente fondamentale per la Brand Reputation, tuttavia la reputazione in rete non è soltanto qualcosa di costruito. Come si saprà, il motore di ricerca non indicizza all’interno della SERP esclusivamente le pagine del sito web ufficiale dell’azienda o dei suoi profili all’interno dei social network, ma anche tutti i contenuti che sono prodotti in maniera spontanea dai navigatori.

Il web è d’altronde lo strumento della partecipazione attiva per eccellenza, di conseguenza chiunque può produrre testi che riguardano un’azienda, un marchio, un prodotto o un servizio, attaverso blog, forum, social network, strumenti di giornalismo partecipativo e tanti altri mezzi ancora.

Proprio per questo, le migliori web agency offrono un servizio di monitoraggio e gestione della Brand Reputation, in grado di individuare eventuali contenuti che potrebbero risultare negativi all’immagine del brand con degli appositi strumenti informatici ed anche di intervenire in maniera corretta e non invasiva per penalizzare ogni indicizzazione sconveniente.

Ma c’è di più; la Brand Reputation sul web è un aspetto talmente rilevante per il business aziendale che anche molti studi legali si sono specializzati in Legal Information Technology, ovvero nella tutela legale della reputazione online di aziende e professionisti.

Ovviamente, la competenza di intervento rispetto ad una web agency è differente: i professionisti esperti di marketing e di posizionamento SEO nei motori di ricerca possono intervenire con tecniche lecite ed efficaci su qualsiasi genere di contenuto che possa risultare “fastidioso” per l’azienda; gli interventi di natura legale mirati ad eliminare un testo possono essere realizzati, invece, solo laddove il contenuto risulti a tutti gli effetti diffamatorio, dunque vada oltre quella che è la libera espressione tipica della rete web.

Aldilà di questo, l’innovazione che si sta registrando anche negli studi legali è un forte segnale che la Brand Reputation è un fattore sempre più importante, dal quale non si può assolutamente prescindere per un piano di marketing vincente e per garantire all’azienda prestigio e profitto.

 
Utilizzo del web da parte degli italiani: l’81% sceglie internet per le proprie ricerche

L’utilizzo della rete internet da parte dei cittadini italiani cresce in maniera inequivocabile; è quanto emerso da un’indagine condotta dall’Osservatorio Giornalistico Mediawatch, mirata a principalmente a quantificare le percentuali di italiani che utilizzano il web per consultare quotidiani online, per fare acquisti in rete e per utilizzare dei social network.

Mediawatch ha effettuato la ricerca su un campione di oltre 1.000 persone, piuttosto eterogeneo dal punto di vista anagrafico con un’età compresa tra i 18 ed i 60 anni, effettuando il sondaggio a mezzo email.

I dati emersi sono stati davvero importanti: il 39% degli intervistati ha dichiarato di leggere almeno un quotidiano online, ben il 59% utilizza i social network, ed è molto elevato anche il numero di cittadini che acquistano online: il 33% degli intervistati.

Particolarmente interessante è il paragone dei dati emersi con quelli rilevati 3 anni fa; nel 2007, gli italiani che consultavano quotidiani online corrispondevano al 25%, dunque si è registrato un +14% relativamente a questo settore; i cittadini che facevano acquisti di e-commerce erano il invece 14%, nel 2010 si registra dunque un +19%.

Il dato più evidente è senza dubbio quello relativo ai social network: se oggi li utilizzano il 59% degli italiani, nel 2007 la percentuale era notevolmente più bassa, il 12%. Grazie soprattutto al boom registrato da Facebook e da Twitter, in appena 3 anni la percentuale è salita addirittura del 47%.

Un altro dato emerso dall’indagine di Mediawatch risulta decisamente emblematico, ed è quello relativo alle ricerche sul web: se nel 2007 erano la soluzione adottata dal 63% degli italiani, oggi la percentuale è pari all’81%; quasi la totalità degli italiani, dunque, per effettuare una ricerca si rivolge anzitutto a Google.

La così rapida crescita dell’utilizzo della rete internet è dunque evidente; il numero di cittadini che consultano quotidiani online, che praticano Social Networking e che fanno shopping online crescerà ancora, ed è tutt’altro che inverosimile pensare che nei prossimi anni, la percentuale di italiani che sceglierà il web per le proprie ricerche sarà pari al 100%.

 
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