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Questa discussione ovviamente non è destinata a finire in questa sede né tanto meno a concludersi in un post.
La domanda che ci poniamo rappresenta forse uno degli indicatori del dove va il web, qual è il suo attuale e futuro orientamento e dove va il posizionamento.
MAtt Cutts, solo per quei pochissimi che non l’avessero mail letto, è il più visibile tra gli ingegneri del team anti spam di Google.
Da qualche tempo, all’incirca un anno, pubblica su youtube consigli preziosi ed interessanti su come rendere pulito il proprio contenuto web ottimizzandolo per la ricerca.
L’ultimo video, di cui vi riportiamo la cronaca, affronta appunto il tema contenuti vs seo.
Spesso dice Matt, gli ottimizzatori seo sono preoccupati da due aspetti. Il primo, quello di ottimizzare il contenuto. Il secondo aspetto riguarda la questione annosa, per la verità, dei link nofollow. Il tag “nofollow” (rel=nofollow) è stato creato originariamente per bloccare l'accesso dei motori di ricerca evitando che questi seguissero determinati links. Questo attributo negli ultimi anni è stato largamente adoperato in particolare nei blog a causa dell'aumento esponenziale di links che come è diventata una forma di spam Anche Wikipedia utilizza il tag nofollow nei suoi links esterni e Google li raccomanda per i link di adsense e tutti quelli a pagamento. Secondo alcuni esperti in ambito seo l'utilizzo del tag nofollow è sconsigliabile per diverse ragioni tra le quali • non riesce a scoraggiare gli spammers • spesso viene utilizzato il tag nofollow come default (come accade per wordpress) all'insaputa dei bloggers che dovrebbero invece verificare e scegliere come regolarsi.
Il tag nofollow annulla il valore di un link.
Ma, dice Cutts, non bisogna essere così spaventati dall’utilizzo dei nofollow che invece può portare qualità e valore ai contenuti che si stanno consegnando al web.
Lo stesso ragionamento vale in generale, secondo Cutts, per l’ottimizzazione. Un eccesso di Seo porta scarsa qualità al contenuto.
L’usa eccessivo di keyword non aiuta la lettura ed anzi disturba il lettore del testo.
Come dire..in media stat virus anche per il seo.
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Sembrano delinearsi dei nuovi, importanti orizzonti per quanto riguarda il mondo dell’editoria ed il web: i due settori di informazione, che spesso sono stati in contrasto (l’editoria tradizionale ha spesso accusato il sistema di libera circolazione delle notizie internet di essere la prima causa del declino della stampa) hanno progettato un accordo che concilierebbe i rispettivi interessi: da un lato la diffusione delle notizie direttamente sul motore, dall’altro il business delle testate editoriali.
Entro la fine dell’anno, infatti, il motore di ricerca dovrebbe registrare dei notevoli cambiamenti, inserendo all’interno delle proprie indicizzazioni delle News a pagamento, contrassegnate con un simbolo in grado di differenziarle dai contenuti gratuiti. Google sembra intenzionato a voler riconoscere alle stessi editori la quasi totalità degli introiti proventi di questo nuovo servizio online.
Alla base di questa innovazione vi sarebbe una nuova concezione di piattaforma, “Newpass”, la quale diverrebbe così l’unico strumento attraverso cui le testate giornalistiche pubblicherebbero sul web i loro testi, mettendoli così a disposizione a pagamento. Con questo sistema gli editori sarebbero in grado di far fruttare la propria attività utilizzando quello che è, indiscutibilmente, il canale di ricerca informazioni più adoperato e tralasciando così sistemi mediatici ormai poco efficienti.
Ovviamente, come tutte le innovazioni di una certa portata, ci sono dei dubbi e delle perplessità che solo l’effettivo lancio del nuovo sistema può risolvere: anzitutto ci si chiede se in un così breve tempo le aziende editoriali possano recepire in maniera efficace la novità, tralasciando i vecchi sistemi e formando il personale al corretto utilizzo della nuova piattaforma Newpass; inoltre, c’è ovviamente da stabilire quale sarà il prezzo della singola notizia a pagamento, e soprattutto in che misura i navigatori siano disposti a spendere per poter consultare un contenuto prodotto da editori qualificati.
Certo è che qualora questo nuovo sistema fosse realmente adottato, non sarebbe semplice per Google controllare la riproduzione delle notizie stesse, intesa come legale rielaborazione dei contenuti all’interno di blog e social network.
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Abbiamo recentemente discusso dell’importanza dei link in entrata al fine di ottenere un buon posizionamento; i link sono infatti una componente (una delle tante) che può contribuire a collocare un sito web ai vertici della SERP sulla base di determinate parole chiave.
Talvolta si è portati a credere che tanto maggiore sia il numero di link in entrata, tanto migliore sarà il posizionamento del sito web in Google; in realtà non è proprio così, perché il motore di ricerca è sempre più all’avanguardia nel valutare la tipologia di link, la qualità e soprattutto le modalità con le quali è stato ottenuto.
Se i link influiscono sul posizionamento nei motori, dunque, possono farlo non soltanto in maniera positiva, ma anche danneggiando il sito in questione. Per questa ragione, ecco una breve analisi dei link che vanno assolutamente evitati, ai quali molti webmaster si appellano durante compulsive e controproducenti “corse al posizionamento”:
Link da siti web non tematici – La tematicità del link è un fattore molto importante, indice che il link è stato inserito in maniera naturale e non per spam o altre tecniche invasive; un gran numero di link provenienti da siti web che trattano tutt’altro genere di argomenti non è certamente benvisto da Google.
Link da pagine piene di link – Diversi siti hanno delle pagine dedicate esclusivamente ai link, in cui si segnalano al lettore lunghi elenchi di siti e di risorse da visitare. Per un buon posizionamento, è bene evitare di ricevere link da pagine che ne propongono un numero eccessivo, anche se inerenti al settore.
Circuiti di link e link a pagamento – Queste tecniche di ricezione link sono molto malviste da Google, soprattutto i link a pagamento. Inizialmente il motore di ricerca si è mosso penalizzando i siti che proponevano, appunto, dei link a pagamento, ma ora grazie a tecnologie sempre più precise sono penalizzati anche i siti che usufruiscono di questa promozione. Per ottenere un buon posizionamento non si deve assolutamente pagare nessun altro sito web, ma solo affidarsi al lavoro costante e professionale di una web agency.
Link da risorse spam – Google non tarda ad identificare come spam un sito che riproduce dei testi in maniera innaturale o illegale; ricevere dei link da questo genere di siti è molto dannoso per il posizionamento.
In sostanza, come suggerisce lo stesso Google, è molto meglio concentrarsi sulla qualità e sull’aggiornamento costante dei contenuti piuttosto che forzare il numero di link in entrata; un sito interessante e ricco di risorse riceverà in maniera del tutto naturale tutti i link di cui necessita per un buon posizionamento.
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Come tutte le novità che avete letto spesso e su cui teniamo aggiornati i nostri lettori, nemmeno questa ci siamo lasciati sfuggire.
Prendi una piscina (che di questi tempi è il più acceso desiderio di molti) o una palestra o il ristorante della tua città più in del momento dove fino a ieri non hai messo piede considerati i prezzi.
Metti ciò che desideri di più ad un prezzo davvero incredibile!
Questo nuovo modello di business si chiama deal ed è basato sulla concessione da parte di aziende di prodotti/servizi a prezzi scontati.
I buoni sconto vengono pubblicati sui siti di deal intermediari del servizio offerto agli utenti; negli ultimi tempi ne stanno nascendo molti in tutta Europa: city deal la prima in Italia, ma anche Glamoo e Lets bonus nelle principali città spagnole.
Il punto di forza principale di questo modello di business è la geolocalizzazione dell’offerta.
Per ciascuna città è possibile trovare sconti differenti, in locali tipici e magari ristoranti esclusivi.
Il principio alla base del deal è il gruppo d’acquisto: un coupon sconto ha un determinato valore perché lo acquistano un determinato numero di utenti.
I partecipanti si iscrivono al deal; l’offerta (come se fosse un’asta) resta aperta per un tempo stabilito entro il quale i partecipanti (nel numero stabilito nel regolamento del deal) devono aver aderito.
Un esempio?
Un massaggio in una SPA esclusiva a meta’ prezzo per un minimo 15 utenti.
A questo punto chi è interessato può prenotare il Deal.
Se il numero minimo di partecipanti e’ raggiunto allora l’affare è fatto!
Se il numero minimo non viene invece raggiunto il Deal verra’ cancellato.
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I link rappresentano un aspetto di grande importanza per quanto riguarda il posizionamento SEO all’interno dei motori di ricerca; è bene precisare, ovviamente, che non sono solo i link a determinare la collocazione all’interno della SERP, ma sono certamente una componente di rilievo.
Ad influire sul posizionamento del sito web nel motore di ricerca non è tanto il numero dei link in entrata, quanto la loro qualità. I link infatti non sono tutti uguali, all’interno del web è possibile ricevere dei link di svariate tipologie, ed altrettanto svariati sono i benefici che possono apportare al sito web in questione.
Nella qualità del link infatti hanno grande rilievo anzitutto due parametri: il PageRank del sito in cui è inserito il link e la tematicità del sito. Ricevere un link da un sito web dall’elevato PageRank, infatti, è un’ottima strategia per il posizionamento, e sicuramente Google premierà in breve tempo un sito che può vantare dei link da siti prestigiosi da questo punto di vista. Inoltre, come detto, è ben più utile ai fini del posizionamento che il link verso il proprio sito provenga da un sito web inerente al medesimo argomento; il motore di ricerca è assolutamente all’avanguardia per quanto riguarda la capacità di riconoscere la linearità di argomento tra un sito web ed un altro verso il quale è inserito il link.
Un aspetto che non va assolutamente trascurato nell’attività di link building è certamente l’Anchor Text, ovvero la parola (o le parole) alle quali sarà sottoscritto il link del sito, è importante, in questo caso, scegliere un Anchor Text con delle parole chiave su cui si punta per il posizionamento in rete, ovvero le stesse keyword sulla base delle quali desideriamo salire di posizione nella SERP.
Per ottimizzare inoltre il proprio circuito di link in entrata, è discretamente rilevante anche inserire il link del sito all’interno di directory, ovvero dei siti web appositamente ideati per raccogliere i link e le relative descrizioni dei siti web suddividendoli ordinatamente per categorie, o all’interno di siti di article marketing, ovvero inserendo dei brevi comunicati stampa con link, appunto, verso il sito in questione, curando con particolare attenzione l’Anchor Text.
Inoltre c’è da considerare che Google apprezza particolarmente i siti aggiornati e le News, dunque sarà certamente premiato dal motore un sito web che riceve link da siti molto aggiornati, così come il sito web che linka questo genere di risorse.
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