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Vediamo da vicino alcuni numeri di un contest che vede protagonista il tablet più chiacchierato del momento, una e commerci ed un nome del web.
Il tablet è ovviamente l’iPad di Apple, arrivato da pochissimo ma già star delle conversazioni della rete da qualche tempo.
L’e-commerce è Youbuy, il negozio on line nato dalla vendita di cd e dvd che oggi è uno tra i più affermati del mercato italiano, il nome del web è Salvatore Aranzulla divulgatore informatico ormai di Virgilio tecnologia.
Alcuni numeri: il contest è partito tre giorni ifa ed in soli tre giorni vede già più di 7000 partecipanti iscritti e quasi 11.000 click sulla pagina del blog di Araranzulla su cui è scritto il regolamento. La forza del contest è la viralità del meccanismo, immediato, semplice, condiviso.
Gli utenti per provare a vincere un iPad non devono fare altro che riproporre una delle azioni che fanno forse più spesso su Facebook: condividere una foto.
Il concorso infatti ha come core concept la condivisione, la partecipazione ed il commento. Il rimo contest che utilizza uno dei social plugins recentemente implementati dagli sviluppatori Facebook; il comment box.
Questi social plugins sono nati dall’esigenza di integrare il web con i social media; e esistono otto ciascuno dei quali permette a qualunque utente di interagire con facebook e la sua community anche muovendosi nel web.
La funzione più utilizzata è il like button, che permette di condividere l’opinione positiva di un utente su contenuti che si trovano in rete.
Il comment box invece permette agli utenti di lasciare un commento che rivive poi nelle loro bacheche. Scatenando l’effetto virale.
Si può partecipare al contest fino al 13 Giugno 2010; trovate qui tutte le istruzioni per iscrivervi.
Un interessante esperimento su quanto il web marketing si stia sempre più integrando al social media marketing.
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Possedere un sito di e-commerce all’interno del quale il cliente può scegliere, ordinare ed acquistare prodotti direttamente online e con pochi semplici click, rappresenta oggi una fonte di business molto importante; anche in considerazione del fatto che l’e-commerce non è più, oggi, un semplice servizio aggiuntivo offerto al cliente, ma può costituire di fatto l’intera azienda.
Trasferire interamente in rete l’attività di vendita comporta dunque un taglio dei costi pressochè totale: si azzereranno immediatamente le spese relative all’affitto o alla gestione dei locali commerciali, con tutte le relative tasse comunali ed i consumi energetici, così come tutte le spese relative agli stipendi del personale, non avendo più bisogno di commessi, impiegati, magazzinieri ed altre figure professionali.
Notevoli saranno anche i risparmi in termini di acquisto delle merci da rivendere; operando nel settore e-commerce sarà impossibile ritrovarsi con una grande quantità di merce invenduta all’interno del magazzino (con conseguenti, inevitabili ribassamenti dei prezzi),
Il notevole risparmio che si può ottenere grazie a tutti questi aspetti consentirà inoltre all’azienda di proporre al cliente prezzi sempre vantaggiosi, con un conseguente aumento degli affari. Relativamente alle opportunità di visibilità, possedendo un sito di e-commerce si potrà tranquillamente fare a meno di investire in costose campagne pubblicitarie tradizionali basate sulla diffusione di manifesti, flyer, cartellonistica o altro ancora.
Essere su internet è la migliore strategia per farsi conoscere dal potenziale cliente, ancor di più se si desiera abbinare alla propria attività di e-commerce delle mirate campagne di web marketing o, ancor meglio, di posizionamento del sito all’interno dei motori di ricerca.
E’ proprio questo uno dei principali vantaggi che presenta l’ecommerce: al contrario delle campagne pubblicitarie esterne alla rete, la visibilità dell’attività commerciale non sarà mai dispersiva, ma sarà sempre esclusivamente mirata al target di vostro interesse, dunque ad utenti realmente interessati a ciò che l’azienda è in grado di offrire.
E’ molto difficile, se non impossibile, ritrovarsi all’interno di un portale di e-commerce “per caso”; le visite verso il sito in questione possono provenire o dalla digitazione completa dell’indirizzo del sito web (dunque, clienti che vogliono trovare esclusivamente la vostra azienda) oppure, nella grande maggioranza dei casi, attraverso il motore di ricerca.
Il vostro sito “risponderà”, dunque, esclusivamente alle ricerche dell’utente che ha ricercato la vostra azienda o il vostro prodotto inserendo nel motore determinate parole chiave, dunque tutti i visitatori in ingresso sono quantomento interessati alla merce che proponete; un vantaggio schiacciante rispetto ad un’attività commerciale composta esclusivamente da un negozio (non tutti i passanti saranno interessati a ciò che vedranno in vetrina!).
Proprio per tale ragione, posizionare il sito aziendale ai primi posti del motore di ricerca può rappresentare un vantaggio competitivo veramente importante, così come realizzare, come detto, campagne strategiche di visibilità online, come l’inserimento di link, banner o annunci all’interno di portali di settore.
Scegliere di operare tramite e-commerce presenta un ulteriore vantaggio per l’azienda: attraverso il sito di vendita online è possibile monitorare in maniera precisa ed efficace l’andamento dell’attività commerciale; non solo effettuando in modo semplice ed agevole ogni genere di statistica relativa agli ordini ricevuti, ma anche perfezionando continuamente il proprio marketing per mezzo di un’analisi di diversi indicatori facilmente rilevabili come le visite ricevute, gli articoli più cliccati, i dati relativi agli utenti e tanto altro ancora.
Il commercio online presenta, dunque, solo aspetti positivi per le aziende che intendono adottarlo; a fronte di un investimento veramente minimo (ovvero la semplice realizzazione del sito e la relativa gestione) si può abbattere una quantità impressionante di costi ed incrementare notevolmente il proprio business.
Lo scetticismo che talvolta ha rappresentato un freno agli acquisti online circa un decennio fa, quando l’e-commerce sbarcava in Italia, è ormai un aspetto abbondantemente superato, come ampiamente dimostrato dalle statistiche relative al volume di affari del commercio elettronico.
Quanto alle prospettive per il futuro dell’ecommerce, le proiezioni sono eloquenti: dopo un’iniziale fase di stallo, i siti di e-commerce (e dunque, anche gli acquisti online) sono aumentati negli ultimi anni in progressione geometrica; sempre più, dunque, i consumatori ricercheranno ed acquisteranno direttamente in rete gli articoli (ed anche i servizi) di loro interesse.
Un sito di e-commere è dunque un’autentica attività imprenditoriale, non più una vetrina o un semplice supporto all’azienda.
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La fiera tenutasi la scorsa settimana e che ha visto protagonista Google, che dal workshop che ha tenuto lancia la propria idea di trasformazione del ecommerce. Il volto della conference è quello di Christina Lundary industry leader retail che alla platea di aziende orientate all’e-commerce parla di nuovo commerce, non solo e. Il web come luogo deputato all’acquisto.
I fattori critici fondamentali:
- Mobile
- Social
- Personal
- Local
Arrivano le Googles, applicazioni che integrano strategicamente il mobile con il social shopping e la funzione di street view, un catalogo on line e real time di tutte le possibilità di acquisto dell’utente.
Un esempio. Avete visto un libro e volete a tutti i costi comprarlo? Fate una foto, e con il vostro smartphone fate la ricerca si Google. Il motore vi restituirà risposta alla query descrivendovi: il miglio prezzo del prodotto e tutti i luoghi on line ed off line dove potete acquistarlo. Si perché ovviamente la ricerca sarà quindi Google saprà restituirvi il risultato più adatto alle vostre esigenze.
Una funzionalità che rende le street view la vetrina di ciò che c’è nel mondo, dove il geolocal diventa il nostro ristorante preferito che con una sola foto potrebbe rientrare nel catalogo indicizzato. Sempre più contenuti di qualità nell’indicizzazione.
Non solo foto, video e real time.
Il real time diventa il real live.
Mobile integrato? E la search è l’accesso migliore alle informazioni prima dell’acquisto. Se siete visibili ci siete, altrimenti l’utente non verrà a conoscenza del valore della vostra azienda. Google si prepara a sostenere il cambiamento del web e dare direttive alle aziende che voglio essere il cambiamento.
Un click con lo smartphone decreterà la visibilità delle aziende sul territorio.
Che ci saranno se saranno visibili nel grande catalogo del googling.
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Di questi giorni la difesa del creatore del social network più popolato della rete, che ammette di aver compiuto alcuni errori nelle gestione della privacy degli utenti.
Da cosa nasce la polemica?
Dai cambiamenti introdotti nelle impostazioni di privacy ed alcune importanti novità del social network come le community pages.
Vediamo nel dettaglio cosa sono e cosa cambiano.
Le social pages sono pagine che a differenza delle pagine aziendali, nate per la promozione e per la gestione della brand reputation, nascono con temi di interesse comune.
Ambiente e riciclaggio ad esempio, cause comuni, argomenti di interesse generale.
LA novità rilevante dal punto di vista del googling e del seo è l’accordo nato tra Facebook e Wikipedia (il progetto d’enciclopedia libera e totalmente User Generated Content); le comunity pages infatti, sono pagine i cui contenuti vengono composti e generati dagli utenti.
Le differenze le abbiamo testate creando qualche social pages.
Non esistono amministratori, ma solo fondatori della pagina, quindi a parte la modifica della categoria n on si può intervenire sul contenuto che è interamente generato dagli utenti.
L’unico intervento strutturale sulla pagina che si può fare è segnalare un articolo presente su wikipedia e che resti come presentazione ufficiale nelle info della pagine.
A tutto vantaggio dell’indicizzazione.
E come avviene la connessione con gli utenti?
Con l’associazione, spesso arbitraria, da parte di facebook degli utenti ad alcune pagine secondo criteri di affinità.
Da qualche giorno, forse, gli utenti si sono accorti che aprendo il proprio account sul social, appare una finestra in cui si richiede all’utente di connettersi con alcune pagine di argomenti diversi, affini alle informazioni che nel profilo sono state rese pubbliche.
Un cambiamenti così rilevante che i brand si sono lanciati nella creazione di social pages affini alla propria categoria.
Per esserci, per generare reputation e contenuti.
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