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La web reputazione. Un argomento delicatissimo e che per anni abbiamo concepito fuori alla nostra portata, ma anche degli addetti ai lavori della Rete, a meno che non si è il gestore di quel particolare portale o community dove emerge un commento negativo nei confronti di una persona o di un’azienda. Eppure anche in Italia qualcosa si muove, dopo che gli americani sono risultati essere anche in questo caso dei veri e propri pionieri. E’ il caso di Andrea Barchiesi, una sorta di “spazzino” del Web e contattato sia da personaggi famosi, sia da “comuni mortali”, alla ricerca di un supporto per “spazzare via dalla Rete” opinioni negative apparse sul proprio conto, o in alternativa in merito ad un’azienda che si gestisce.
A prima impressione si potrebbe pensare ad un nuovo modo per definire le attività degli avvocati, eppure le azioni legali rappresentano sempre e comunque la strada meno preferita da chi porta avanti questo genere di attività: “La denuncia legale? Cerchiamo sempre di evitarla, anche perché i tempi di ripulitura diventerebbero molto lunghi”.
L’iter da seguire per un lavoro simile è molto più semplice di quello che si possa pensare: “Dopo una prima mappatura - dichiara Barchiesi - facciamo un lavoro, direi sartoriale, di pulizia. Altre volte dialoghiamo con chi è responsabile del contenuto per convincerlo a rimuoverlo o perlomeno ad integrarlo”.
Fin qui il lavoro fatto attraverso il contatto diretto: con l’autore del messaggio diffamante lì dove è possibile, mentre in alternativa si punta sull’interazione con il gestore del sito. Esistono, tuttavia, anche delle azioni pianificate appositamente per i motori di ricerca. In un contesto simile, dopo aver individuato le notizie “negative” si realizzano contenuti e si pubblicano immagini che simboleggiano il concetto diametralmente opposto rispetto a quello messo in evidenza da parte dell’utente “nemico”. Inevitabile, in una terza fase, anche un lavoro di tipo SEO: affinché quest’ultima attività abbia ragion d’essere, più in particolare,è assolutamente indispensabile che le news e le foto “sostitutive” devono ovviamente piazzarsi in una posizione privilegiata nei motori di ricerca, rispetto a quelle invece da spazzare via rapidamente dal web.
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